L’invasione del Kite surf 0

La riserva naturale dello stagnone, con le sue 300 ore di vento all’anno, mare piatto e uno scenario unico, è diventata una delle mete più famose e ricercate per gli appassionati di questa disciplina. Qui arrivano sportivi da tutto il mondo per volare sulle acque dove si è fatta la storia

di Maria Laura Crescimanno

Una tesi di laurea del Politecnico di Milano, dipartimento di Architettura e Progettazione sostenibile, lo elegge come luogo ideale per una sperimentazione di futuri modelli di gestione ambientale, tra energie rinnovabili, tutela del patrimonio naturale e fruizione.
Ma la riserva naturale dello Stagnone, baciata da almeno 300 ore di vento all’ anno che sferzano l’ acqua piatta della laguna incorniciata da tramonti mozzafiato tra mulini e isole incontaminate, è già da anni un modello di turismo sostenibile.
Dal 2010, da quando hanno aperto i battenti le prime scuole a oggi, l’area è diventata una delle capitali internazionali del kite surf con almeno 15 scuole con istruttori certificati. Da marzo i cieli ai margini della riserva si colorano di vele sgargianti che riescono a cavalcare il vento e si sollevano alte in volo sorrette da piccoli paracadute. È la rivincita del sogno di Icaro. Oltre duemila ettari di laguna protetta con le isole di San Pantaleo, l’antica Mothya, l’isola Lunga o Grande, la minuscola Scola e Santa Maria, che nei secoli hanno visto transitare al loro esterno le grandi civiltà marinare del Mediterraneo, teatro di traffici commerciali tra Roma e Cartagine.
Sin dall’antichità area vocata per la piccola pesca e per l’attività di coltura del sale marino con l’utilizzo del vento e dell’ acqua – praticata ancora oggi – la riserva è un’oasi sicura per molte specie ittiche ed ambiente umido ideale per i grandi migratori sulla rotta dall’ Europa verso l’Africa.
Tutto questo è in estrema sintesi la riserva dello Stagnone. Un teatro della storia, un sistema ambientale e antropico giunto ai nostri giorni in discreto equilibrio. Un luogo irripetibile che ha attratto qui grandi personaggi del secolo passato come la studiosa inglese Honor Frost, la prima archeologa subacquea della storia, e Pip Whitaker l’archeologo imprenditore, proprietario della piccola colonia fenicia di Mozia che ne avviò gli scavi.
“L’area dello Stagnone di Marsala è oggi ben tutelata anche grazie alla sensibilità degli abitanti che ne rispettano l’integrità e ne comprendono la bellezza, spiega il sovrintendente del Mare della Regione siciliana, Sebastiano Tusa. Certo, ogni tanto si vede qualche piccolo pontile abusivo e qualche limitato scarico che andrebbero impedito. Ma globalmente la situazione ambientale è buona, l’acqua è limpida e non inquinata”. Per quanto riguarda le ricerche, la Soprintendenza del Mare, in collaborazione con la Società bavarese per l’Archeologia subacquea, effettua annualmente campagne di scavi sulla cosiddetta strada punica che collega l’isola di Mozia con Birgi, un tempo con la bassa marea via di comunicazione con la terraferma. Inoltre è iniziata dal 2014 l’esplorazione di una imbarcazione post medievale al di fuori delle acque dello Stagnone, presso la spiaggia denominata Thaiti, sull’ isola Lunga.
Da circa dieci anni si assiste a un’ invasione pacifica, se così possiamo definirla, che si aggiunge a quella dei turisti che da anni ormai tornano a godere del paesaggio unico al mondo dei mulini in attività, la lavorazione del sale, il patrimonio archeologico ben conservato, i musei e le vicinissime isole Egadi.
Un crescente numero di stranieri viene qui ad aspettare il vento. Centinaia di giovani sportivi che parlano lingue nordiche, ungherese, polacco, tedesco e austriaco, perfino russo. Sono gli appassionati di kite surf, dai principianti ai campioni, che si danno appuntamento dalla fine del mite inverno mediterraneo, attirati da questo angolo di paradiso incontaminato, per volare nel silenzio del sale sino al limite delle isole disabitate.
“Forse noi siciliani non ce ne siamo accorti, ma dopo i mondiali di kite surf del 2013 passati sotto tono, quest’ area è diventata famosa tra gli sportivi di tutto il mondo – spiega l’istruttore Antonio Alessi – complice il basso fondale, dai cinquanta centimetri sino a un massimo di due metri, l’ acqua tiepida e i venti sino a trenta nodi.“
Ma c’è chi, tra gli addetti ai lavori, lancia un messaggio di preoccupazione sulla sicurezza a causa dell’eccessivo affollamento di appassionati e di scuole che affittano attrezzature anche ai principianti sul versante nord, in contrada Birgi Vecchio.
Alain, bresciano, istruttore e formatore è venuto qui da turista per poi aprire la sua scuola nel 2011. “Lo Stagnone – dice – ha caratteristiche uniche al mondo, non fosse che per il paesaggio che altrove, dalla Sardegna a Capo Verde, offre soltanto il semplice orizzonte marino. Quest’anno la Capitaneria di Porto in accordo con noi delle le scuole ha regolamentato l’ attività del kite rispetto alle dimensioni dell’aquilone e delle linee lunghe o ridotte da poter utilizzare, definendo anche le aree adibite per le scuole e quelle aperte alla pratica, sottolineando il rispetto di eventuali bagnanti. A mio avviso l’area a nord della riserva è ormai satura, per questo ho spostato la mia scuola a sud, in località contrada Spagnola . Qui già da metà marzo riceviamo i primi ospiti stranieri, mentre a ottobre lavoriamo con le scuole dei laghi di Como e di Garda. Ci vengono sempre più richieste lezioni e corsi brevi in lingua tedesca e perfino russa. Un ingegnere russo grande appassionato è stato qui allo Stagnone per progettare insieme al nostro staff una app dedicata a questo sport: conterrà tutte le informazioni necessarie, dal vento, al mete , ai livelli di difficoltà, alle attrezzature. Chi cerca le onde viene accompagnato con i nostri mezzi alle spiagge di Capo Feto, a Mazara del Vallo, dove sta sorgendo un nuovo polo con almeno tre scuole. Ma il fascino dello Stagnone non ha eguali…”

Marzo 2018

The Invasion of kite surf

Riserva naturale dello stagnone: 300hours of wind per year and smooth sea, a unique scenery for fans of this sport

by Maria Laura Crescimanno

It has been appointed as the ideal location for a test on future models of environmental management, amid renewable energy, natural heritage and fruition. Riserva Naturale dello Stagnone, enjoying at least 300 hours of wind per year lashing the flat water of the lagoon framed by breathtaking sunsets between millsand pristine islands, has been a model of sustainable turism for years. Since 2010, when the first schools opened, the area has become one of the capitals of kite surf. From March on, skies on the edge of the reserve colour with bright sails that can ride the wind and rise high up supported by small parachutes. The revenge of Icarus dream. Small fishing area devoted to the culture of sea salt thanks to the use of wind and water since ancient times, the reserve is a safe oasis for many fish species and ideal humid environment for migratory birds from Europe to Africa. An environment and antrophic system still in a fair balance. A unique place that has attracted great personalities of the last century, like the English scholar Honor Frost, the first underwater archeologist of the history, and Pip Whitaker, the entrepreneur archeologist owner of the first Phoenician colony of Mozia, that started its excavation. A growing number of foreigners come here to wait for the wind, hundreds of sportspeople speaking Nordic languages, Hungarian, Polish, German Austrian and Russian. Kite surf lovers, from beginners to champions, who meet at the end of the mild Mediterranen winter, attracted by this corner of pristine paradise, to fly in the silence of salt up to the limit of the desert islands. But someone among the insiders launches a message of concern because of the excessive crowding of fans and schools. Alain, from Brescia, instructor and trainer, came here as a turist and opened his school in 2011: ‘ Stagnone has unique features, if only for the landscape that elsewhere, from Sardenia to Cape Verde, offers the sea horizon only. From mid-March on we host foreign guests, whereas in October we work with the schools of lake Como and Garda. We get more and more requests of lessons together with short German and Russian language courses. A very keen Russian engineer visited Stagnone to design an application with all useful information about this sport and Stagnone.

 

March 2018

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