Dolcissimo novembre 0

Per la festa di San Martino nelle colline agrigentine si preparano i mustazzoli a base di vino rosso, da provare quelli di Campobello di Licata

Testo e fotografie di Rossana Brancato

L’estate in Sicilia non si dimette mai ufficialmente, ma durante il periodo prossimo alla festività di San Martino arriva anche per gli irriducibili il momento di congedarsi dalle abitudini marinare estive per dedicarsi al trionfo dell’autunno siciliano.
L’11 novembre si celebra il Santo guerriero, Martino che nell’iconografia viene sempre rappresentato a cavallo, armato di spada, pronto a privarsi di metà del suo mantello per soccorrere un medicante incontrato lungo il suo cammino.
Quel gesto di condivisione e generosità viene spesso ricordato come la solarità che mitigò i rigori dell’inverno nordico, che si perpetua ogni anno durante i festeggiamenti che hanno i sapori profani delle caldarroste, dei salumi, delle focacce, delle grigliate, delle primizie dell’orto come i cardi e di dolci preparati per l’occasione.
La ricorrenza religiosa coincide con la consuetudine di rinnovare gli accordi delle società contadine, la stipula dei nuovi contratti di locazione agraria avviene spesso proprio in occasione di San Martino, che è un’occasione anche per la presentazione da parte delle aziende vinicole dell’atteso vino novello. Novembre è un mese che individua un intenso periodo di operazioni di rimessaggio in cantina, la festività del Santo è celebrata degustando il vino e invita a poterlo anche utilizzare in pasticceria.
Il vino cotto è l’ingrediente fondamentale di una dolce preparazione diffusa nei paesi delle colline agrigentine, i mustazzoli, che vengono elaborati per San Martino come fine pasto sorprendentemente speziato, intensamente aromatico e che ispira le atmosfere da caminetto acceso, foglie caduche dai vibranti colori accesi e momenti di convivialità.
Già gli antichi romani celebravano i Saturnali con una preparazione dolce a base di mosto, simile ai mustazzoli contemporanei.
Un riferimento storico al dolce si evince da un bando del 1606, con il quale il marchese di Geraci vietò l’utilizzo della farina per la confezione dei “mustazzola”, a causa della penuria di derrate di grano.
Oggi i mustazzoli vengono preparati modellando l’impasto dolce in tozzetti romboidali, gli ingredienti classici sono, oltre al vino cotto, la farina, lo zucchero, l’aroma d’arancia, cannella e chiodi di garofano.
Nelle varianti più elaborate, il biscotto viene glassato o rivestito da una sfoglia neutra, decorata con intagli artistici che permettano sia l’omogenea cottura del ripieno che la sua golosa esposizione.
Il miele viene spesso utilizzato per aumentare la conservabilità dei dolcetti e per conferire loro la particolare consistenza fondente.
Altri ingredienti che si possono ritrovare nella ricetta sono la melassa di fichidindia, pinoli, mandorle o nocciole tostate, cacao, caffè, pepe nero e alloro.
Angela Tiranno prepara con devozione l’antica ricetta familiare, esalta la qualità del vino rosso delle colline di Campobello di Licata con questa semplice preparazione che scalda il cuore di chi ha la fortuna di assaggiare i suoi mustazzoli, decorati in superficie con intagli simmetrici e sfaccettati con cura e dedizione, come pietre preziose che custodiscono e svelano all’assaggio la passionalità siciliana.
San Martino è il patrono dei sommelier, dei viticoltori, degli osti, e per il suo slancio caritatevole anche dei sarti e dei conciatori.
Nel comune di Palazzo Adriano, Palermo, ai riti cristiani si intrecciano le tradizioni balcaniche delle comunità di origine albanese: per San Martino i familiari e gli amici di coppie appena sposate provvedono alle provviste invernali della nuova famiglia e in questa occasione tutta la comunità locale celebra l’augurio di prosperità.
Le autorità sfilano in corteo e i più piccoli ricevono cesti di dolciumi e doni.
Numerose sono le preparazioni tradizionali siciliane che celebrano la festività: oltre ai mustazzoli, nel palermitano sono molto diffusi i biscotti di San Martino, semplici frollini aromatizzati all’anice che vengono accompagnati con il vino novello o passito. Anche questi biscotti annoverano varianti più elaborate: possono anche essere farciti di confettura e glassati o con crema di ricotta e decorati da zucchero a velo e cannella.

Dicembre 2017

Sweetest november

Red wine based Mustazzuoli are prepared in the hills surrounding Agrigento for the celebration of Saint Martino

by Rossana Brancato

Summer is never officially over in Sicily, but as the celebration of Saint Martino closes in everyone starts to turn their heads toward the triumphant Sicilian autumn. The generous warrior saint is celebrated on November 11th, and his temper is reflected in the mild winter weather that accompanies the celebratory flavours of roasted walnuts, sausages, focaccias, and all sorts of treats. Farming contracts are renewed and new wine is presented in November during the celebrations, offering the perfect excuse to use wine in the bakery shops as well. Cooked wine is the key ingredient to make Mustazzuoli, a local favourite spiced dessert for the celebration that inspires feelings of warm fireplaces, falling leaves and happy mo-ments together – even the ancient romans consumed something similar during this time of the year.
In addition to cooked wine, classic ingredients are also flour, sugar, citrus flavouring, cinnamon and cloves. In some elaborate variations the treat is glazed or decorated, honey is often used to enhance its shelf life, and others add special ingredients such as fig molasses, pine nuts, almonds, cocoa, coffee, or black pep-per. Angela Tiranno prepares them with devotion in her shop of Campobello di Licata, exalting the quality of the red wine from surrounding areas.

December 2017

Per la festa di San Martino nelle colline agrigentine si preparano i mustazzoli a base di vino rosso, da provare quelli di Campobello di Licata

Testo e fotografie di Rossana Brancato

L’estate in Sicilia non si dimette mai ufficialmente, ma durante il periodo prossimo alla festività di San Martino arriva anche per gli irriducibili il momento di congedarsi dalle abitudini marinare estive per dedicarsi al trionfo dell’autunno siciliano.
L’11 novembre si celebra il Santo guerriero, Martino che nell’iconografia viene sempre rappresentato a cavallo, armato di spada, pronto a privarsi di metà del suo mantello per soccorrere un medicante incontrato lungo il suo cammino.
Quel gesto di condivisione e generosità viene spesso ricordato come la solarità che mitigò i rigori dell’inverno nordico, che si perpetua ogni anno durante i festeggiamenti che hanno i sapori profani delle caldarroste, dei salumi, delle focacce, delle grigliate, delle primizie dell’orto come i cardi e di dolci preparati per l’occasione.
La ricorrenza religiosa coincide con la consuetudine di rinnovare gli accordi delle società contadine, la stipula dei nuovi contratti di locazione agraria avviene spesso proprio in occasione di San Martino, che è un’occasione anche per la presentazione da parte delle aziende vinicole dell’atteso vino novello. Novembre è un mese che individua un intenso periodo di operazioni di rimessaggio in cantina, la festività del Santo è celebrata degustando il vino e invita a poterlo anche utilizzare in pasticceria.
Il vino cotto è l’ingrediente fondamentale di una dolce preparazione diffusa nei paesi delle colline agrigentine, i mustazzoli, che vengono elaborati per San Martino come fine pasto sorprendentemente speziato, intensamente aromatico e che ispira le atmosfere da caminetto acceso, foglie caduche dai vibranti colori accesi e momenti di convivialità.
Già gli antichi romani celebravano i Saturnali con una preparazione dolce a base di mosto, simile ai mustazzoli contemporanei.
Un riferimento storico al dolce si evince da un bando del 1606, con il quale il marchese di Geraci vietò l’utilizzo della farina per la confezione dei “mustazzola”, a causa della penuria di derrate di grano.
Oggi i mustazzoli vengono preparati modellando l’impasto dolce in tozzetti romboidali, gli ingredienti classici sono, oltre al vino cotto, la farina, lo zucchero, l’aroma d’arancia, cannella e chiodi di garofano.
Nelle varianti più elaborate, il biscotto viene glassato o rivestito da una sfoglia neutra, decorata con intagli artistici che permettano sia l’omogenea cottura del ripieno che la sua golosa esposizione.
Il miele viene spesso utilizzato per aumentare la conservabilità dei dolcetti e per conferire loro la particolare consistenza fondente.
Altri ingredienti che si possono ritrovare nella ricetta sono la melassa di fichidindia, pinoli, mandorle o nocciole tostate, cacao, caffè, pepe nero e alloro.
Angela Tiranno prepara con devozione l’antica ricetta familiare, esalta la qualità del vino rosso delle colline di Campobello di Licata con questa semplice preparazione che scalda il cuore di chi ha la fortuna di assaggiare i suoi mustazzoli, decorati in superficie con intagli simmetrici e sfaccettati con cura e dedizione, come pietre preziose che custodiscono e svelano all’assaggio la passionalità siciliana.
San Martino è il patrono dei sommelier, dei viticoltori, degli osti, e per il suo slancio caritatevole anche dei sarti e dei conciatori.
Nel comune di Palazzo Adriano, Palermo, ai riti cristiani si intrecciano le tradizioni balcaniche delle comunità di origine albanese: per San Martino i familiari e gli amici di coppie appena sposate provvedono alle provviste invernali della nuova famiglia e in questa occasione tutta la comunità locale celebra l’augurio di prosperità.
Le autorità sfilano in corteo e i più piccoli ricevono cesti di dolciumi e doni.
Numerose sono le preparazioni tradizionali siciliane che celebrano la festività: oltre ai mustazzoli, nel palermitano sono molto diffusi i biscotti di San Martino, semplici frollini aromatizzati all’anice che vengono accompagnati con il vino novello o passito. Anche questi biscotti annoverano varianti più elaborate: possono anche essere farciti di confettura e glassati o con crema di ricotta e decorati da zucchero a velo e cannella.

Dicembre 2017

Sweetest november

Red wine based Mustazzuoli are prepared in the hills surrounding Agrigento for the celebration of Saint Martino

by Rossana Brancato

Summer is never officially over in Sicily, but as the celebration of Saint Martino closes in everyone starts to turn their heads toward the triumphant Sicilian autumn. The generous warrior saint is celebrated on November 11th, and his temper is reflected in the mild winter weather that accompanies the celebratory flavours of roasted walnuts, sausages, focaccias, and all sorts of treats. Farming contracts are renewed and new wine is presented in November during the celebrations, offering the perfect excuse to use wine in the bakery shops as well. Cooked wine is the key ingredient to make Mustazzuoli, a local favourite spiced dessert for the celebration that inspires feelings of warm fireplaces, falling leaves and happy mo-ments together – even the ancient romans consumed something similar during this time of the year.
In addition to cooked wine, classic ingredients are also flour, sugar, citrus flavouring, cinnamon and cloves. In some elaborate variations the treat is glazed or decorated, honey is often used to enhance its shelf life, and others add special ingredients such as fig molasses, pine nuts, almonds, cocoa, coffee, or black pep-per. Angela Tiranno prepares them with devotion in her shop of Campobello di Licata, exalting the quality of the red wine from surrounding areas.

December 2017

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