Palermo diventa contemporanea 0

Prende il via Manifesta 12, esposizione itinerante di arte che si svolge ogni due anni in un luogo diverso del mondo. Tra performance, grandi mostre, videoarte e installazioni la città si trasforma in uno straordinario laboratorio creativo

di Paola Nicita
Photo by Cave Studio

I nomi degli artisti saranno svelati soltanto il giorno prima dell’inaugurazione, e tra lavori in progress, attese, gallerie, galleristi, collezionisti e artisti in arrivo, finalmente eccoci all’inaugurazione di Manifesta 12, che prende il via il 16 giugno a Palermo nel segno del tema scelto, quello de “Il giardino planetario”, ispirato al testo di Gilles Clément, filosofo dei giardini, che tra l’altro collaborerà per uno dei progetti che lo vedono insieme al team di Coloco allo Zen, per realizzare alcuni spazi verdi nati dalla collaborazione con i residenti. Manifesta12, la fondazione olandese che ogni due anni sceglie una città differente del mondo per portarvi la sua biennale nomade, forte del budget stanziato dal Comune di Palermo, quattro milioni di euro, cui si aggiungono molti contributi dei privati, produrrà molti dei lavori che vedremo esposti e proseguirà le sue attività fino a novembre.
Green e sociale saranno le parole chiave per accedere alle proposte degli artisti, alcune delle quali anticipiamo qui in esclusiva: vedremo opere, sì, ma non dovremo dimenticare che molte di queste privilegeranno il percorso che le ha condotte alla loro formazione come dato essenziale del lavoro in mostra.
Tanti dunque i collettivi – architetti, antropologi, sociologi, registi, scrittori- chiamati dai Creative Mediator di Manifesta 12, Bregtje van der Haak, Andrés Jaque, Ippolito Pestellini Laparelli e Mirjam Varadinis.
I luoghi di Manifesta12 convergeranno al centro storico, tra Teatro Garibaldi, chiesa dei Santi Euno e Giuliano, Orto Botanico, Palazzo Butera, Palazzo Forcella De Seta, Palazzo Ajutamicristo, Palazzo Costantino ai Quattro Canti, l’Oratorio dei Peccatori, ma avranno momenti eccentrici nelle proposte a Pizzo Sella, dove la Street Art è da anni di casa, e dove arriveranno gli architetti belgi Rotor, mentre i Wu Ming, collettivo di scrittori, presenterà un lavoro realizzato insieme a un collettivo formato da giovani palermitani, Fare Ala. C’è anche uno scrittore palermitano: Giorgio Vasta, presenta “City Scripts”, un’app dedicata alla narrazione della città.
Il cuore che pulsa è la Kalsa, e qui certamente l’apertura di Palazzo Butera, dei collezionisti Massimo e Francesca Valsecchi, raccoglie l’attenzione più forte, visto che si tratta di un impegno unicamente privato che arriva come un dono davvero straordinario per la città, che potrà ammirare la parte già restaurata del palazzo con l’allestimento di una parte della collezione privata, e in più consentirà a due artisti legati a Manifesta12 di esporre all’interno dei saloni storici e ancora “grezza”.
Gli artisti qui in mostra sono la brasiliana Maria Theresa Alvez, che analizza i sistemi legati all’ambito naturale per ricondurli a una lettura politica, che realizzerà l’installazione dal titolo “Una proposta di sincretismo (questa volta senza genocidio)”: con la tecnica delle maioliche, realizzerà un pannello in cui frutta, verdura e alberi, noti per rappresentare il paesaggio in Sicilia, non sono in realtà autoctoni. Sempre a Palazzo Butera realizzerà il suo progetto l’artista svizzero Uriel Orlow, con una video installazione incentrata sul valore della memoria e sul potere evocativo della botanica.
Il duo di videoartisti Masbedo (formato da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni) ha realizzato in città una serie di video che verranno mostrati su un camion, parcheggiato a pianterreno, all’interno dell’atrio di Palazzo Costantino ai Quattro Canti. Il camion stesso sarà l’oggetto-soggetto della fruizione, su cui verranno proiettati i video. In una delle storie che vengono raccontate è protagonista la fotografa Letizia Battaglia, ripresa su un set allestito sullo stesso camion a piazza Magione: qui la Battaglia parla e racconta della città a una ragazzina palermitana, e a conclusione del discorso, con la sua macchina fotografica al collo, dà fuoco ad una riproduzione dell’affresco de Il trionfo della morte, “come gesto liberatorio nei confronti della città”, spiega la fotografa. L’idea dei Masbedo è quella poi di spostare il camion per realizzare delle proiezioni itineranti in tutta la città.
All’Orto Botanico troveremo l’installazione di Leone Contini, dal titolo
Foreign Farmers, risultato di una ricerca sul campo – Contini è antropologo – attraverso l’Italia, studiando le attività rurali intraprese da diverse comunità di migranti al fine di soddisfare le loro necessità alimentari: dai contadini cinesi in Toscana al giardino senegalese vicino a Venezia, all’agricoltura bengalese nei pressi di Palermo.
Protagonisti i semi, che sono sempre stati dei migranti.
Da Zagabria arriva Nora Turato, che al’Oratorio di San Lorenzo presenta I’m happy to own my implicit biases (malo mrkva, malo batina) un lavoro che coniuga performance e voce, conducendo un’esplorazione sul sincretismo linguistico e culturale della città di Palermo.
Il progetto descrive la tradizione delle cosiddette “donne di fuori” che ai tempi dell’Inquisizione spagnola venivano additate come reiette a causa dei loro poteri e comportamenti fuori dagli schemi: riflessione su cliché, luoghi comuni e possibili forme di resistenza a imposizioni di stampo sessista e culturale.
Il tema della processione, rivisitata in chiave contemporanea, guida due lavori performativi: il 15 giugno, per l’inaugurazione di Manifesta12, il performer nigeriano Jelili Atiku realizzerà una processione per le vie della città: Festival of the Earth, questo il titolo, prende ispirazione dalla processione di Santa Rosalia e la mixa con le storie tradizionali Yoruba, con la presenza di piante e oggetti scultorei. Coinvolgerà cinquantatrè partecipanti, partirà dal Foro Italico per arrivare fino ai Quattro Canti; collegata alla performance, una mostra all’Oratorio dei Peccatori. Il giorno seguente, il 16 giugno, sarà la volta dell’artista italiana Marinella Senatore con un’altra performance di danza per le strade del centro storico.
Tra Palazzo Ajutamicristo e Palazzo Forcella De Seta realizzeranno i loro lavori il collettivo londinese Cooking Sections, l’artista irlandese di computer graphic John Gerrard, e Khalil Rabah, artista e creatore del “Palestinian Museum of Natural History and Humankind”; all’Orto Botanico, ispirandosi ai mercati palermitani, Rabah riprodurrà un mercato con diversi assemblaggi e sculture. All’Orto Botanico sarà visibile anche “Radiceterna” progetto di Valentina Bruschi, Ignazio Mortellaro, Vittorio Rappa ed Eveline Wuthrich che presenta fino al 4 novembre una serie di appuntamenti espositivi, con la Fondazione Merz, e insieme alla donazione di una biblioteca a tema artistico- botanico sostenuta da Planeta.
Molti poi i progetti che verranno realizzati durante l’opening di Manifesta12: tra questi si segnala “Beirut” di Hale Tenger, a cura di Marcello Carriero alla RizzutoGallery, dove è esposta la videoinstallazione dell’artista turca, che affronta temi legati all’azione di governo delle società, relativi la repressione politica, l’immigrazione, la condizione della donna, l’identità culturale. Hale Tenger ha esposto al Centre Pompidou di Parigi, Istanbul Modern, Espace cultura Louis Vuitton a Parigi, al New Museum di New York, e all’ultima Biennale di Venezia. Per chi volesse partecipare a un laboratorio fotografico, c’è Concept Graffiti, ideato dai fotografi spagnoli Ricardo Cases e Antonio M. Xoubanova, un’interazione tra la fotografia e gli elementi trovati per strada e a produrre una mostra con i risultati ottenuti nello spazio Frontiera Studio.

Giugno 2018

PALERMO IS GETTING CONTEMPORANEOUS

Manifesta 12: the itinerant biennial art exhibition. Performance, exhibits, videos. The city as a great creative workshop

The guest artists will be only revealed the day before the inauguration. Between jobs in progress, expectations, collectors, galleries and gallery owners, Manifesta12 finally starts on June 16th in Palermo, as a mark of the theme “The garden planetarium”, inspired by the text of the philosopher of gardens, G. Clément. Manifesta12  the Dutch foundation that every two years chooses a different city in the world to bring its nomadic biennial  will produce most of the works and continue its activities until November. Green and social will be the keywords to access the artists’ proposals, of which here is exclusive anticipation. Many collectives of architects, anthropologists, filmmakers, and writers have been called by the Creative Mediators of Manifesta 12, like B. van der Haak, A. Jaque, I. Pestellini Laparelli and M. Varadinis. The venues will mainly be downtown, between Teatro Garibaldi, Chiesa dei Santi Euno e Giuliano, Orto Botanico, Palazzo Butera, Palazzo Forcella De Seta, Palazzo Ajutamicristo, Palazzo Costantino at Quattro Canti, and Oratorio dei Peccatori. The Belgian architects Rotor will be at Pizzo Sella, where the collectives Wu Ming and Fare Ala will co-present their work; while the writer G. Vasta will show the app “City Scripts”. The opening of the Valsecchi’s Palazzo Butera will unveil both the restored part and pieces of the private collection. The Brazilian M. T. Alvez whose installation, entitled “A proposal of syncretism (this time without genocide)”, analyses systems related to the natural environment through a political reading. The video installation of the Swiss U. Orlow focuses on the evocative power of Botany. The duo Masbedo have realised a series of videos to be shown on a truck for itinerant projections. The photographer L. Battaglia, is the protagonist of one of these stories. At the Orto Botanico, the anthropologist L. Contini will present the installation Foreign Farmers, fieldwork through Italy about the agricultural activities undertaken by different migrant communities to meet their food needs. At the Oratorio di San Lorenzo, N. Turato, from Zagreb, will present the performance-voice combo “I’m happy to own my implicit biases”, an exploration on the linguistic and cultural syncretism of Palermo. The theme of procession includes two contemporary performances held through the streets of the old town. On 15th June, the Nigerian performer J. Atiku will make the procession Festival of the Earth, while the next day, the Italian artist M. Senatore will hold a dance performance. Between Palazzo Ajutamicristo and Palazzo De Seta Forcella, the London Cooking Sections, the Irish computer-graphic artist J. Gerrard, and the creator of the “Palestinian Museum of Natural History and Humankind” K. Rabah will show their works. At the Orto Botanico, “Radiceterna”, by V. Bruschi, I. Mortellaro, V. Rappa and E. Wuthrich, is a series of exhibitions by the Fondazione Merz and a botanical-art-themed library’s donation supported by Planeta. At Rizzuto Gallery, the video installation “Beirut” by the Turkish H. Tenger, about political repression, immigration, women status, and cultural identity. Hale Tenger has exhibited at the Centre Pompidou in Paris, Istanbul Modern, Espace culture Louis Vuitton in Paris, at the New Museum in New York, and at the latest Biennale of Venice. For those who wish to participate in the photo lab Concept Graffiti, by the Spanish photographers R. Cases and A. M. Xoubanova, with a final exhibition.

June 2018

Prende il via Manifesta 12, esposizione itinerante di arte che si svolge ogni due anni in un luogo diverso del mondo. Tra performance, grandi mostre, videoarte e installazioni la città si trasforma in uno straordinario laboratorio creativo

di Paola Nicita
Photo by Cave Studio

I nomi degli artisti saranno svelati soltanto il giorno prima dell’inaugurazione, e tra lavori in progress, attese, gallerie, galleristi, collezionisti e artisti in arrivo, finalmente eccoci all’inaugurazione di Manifesta 12, che prende il via il 16 giugno a Palermo nel segno del tema scelto, quello de “Il giardino planetario”, ispirato al testo di Gilles Clément, filosofo dei giardini, che tra l’altro collaborerà per uno dei progetti che lo vedono insieme al team di Coloco allo Zen, per realizzare alcuni spazi verdi nati dalla collaborazione con i residenti. Manifesta12, la fondazione olandese che ogni due anni sceglie una città differente del mondo per portarvi la sua biennale nomade, forte del budget stanziato dal Comune di Palermo, quattro milioni di euro, cui si aggiungono molti contributi dei privati, produrrà molti dei lavori che vedremo esposti e proseguirà le sue attività fino a novembre.
Green e sociale saranno le parole chiave per accedere alle proposte degli artisti, alcune delle quali anticipiamo qui in esclusiva: vedremo opere, sì, ma non dovremo dimenticare che molte di queste privilegeranno il percorso che le ha condotte alla loro formazione come dato essenziale del lavoro in mostra.
Tanti dunque i collettivi – architetti, antropologi, sociologi, registi, scrittori- chiamati dai Creative Mediator di Manifesta 12, Bregtje van der Haak, Andrés Jaque, Ippolito Pestellini Laparelli e Mirjam Varadinis.
I luoghi di Manifesta12 convergeranno al centro storico, tra Teatro Garibaldi, chiesa dei Santi Euno e Giuliano, Orto Botanico, Palazzo Butera, Palazzo Forcella De Seta, Palazzo Ajutamicristo, Palazzo Costantino ai Quattro Canti, l’Oratorio dei Peccatori, ma avranno momenti eccentrici nelle proposte a Pizzo Sella, dove la Street Art è da anni di casa, e dove arriveranno gli architetti belgi Rotor, mentre i Wu Ming, collettivo di scrittori, presenterà un lavoro realizzato insieme a un collettivo formato da giovani palermitani, Fare Ala. C’è anche uno scrittore palermitano: Giorgio Vasta, presenta “City Scripts”, un’app dedicata alla narrazione della città.
Il cuore che pulsa è la Kalsa, e qui certamente l’apertura di Palazzo Butera, dei collezionisti Massimo e Francesca Valsecchi, raccoglie l’attenzione più forte, visto che si tratta di un impegno unicamente privato che arriva come un dono davvero straordinario per la città, che potrà ammirare la parte già restaurata del palazzo con l’allestimento di una parte della collezione privata, e in più consentirà a due artisti legati a Manifesta12 di esporre all’interno dei saloni storici e ancora “grezza”.
Gli artisti qui in mostra sono la brasiliana Maria Theresa Alvez, che analizza i sistemi legati all’ambito naturale per ricondurli a una lettura politica, che realizzerà l’installazione dal titolo “Una proposta di sincretismo (questa volta senza genocidio)”: con la tecnica delle maioliche, realizzerà un pannello in cui frutta, verdura e alberi, noti per rappresentare il paesaggio in Sicilia, non sono in realtà autoctoni. Sempre a Palazzo Butera realizzerà il suo progetto l’artista svizzero Uriel Orlow, con una video installazione incentrata sul valore della memoria e sul potere evocativo della botanica.
Il duo di videoartisti Masbedo (formato da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni) ha realizzato in città una serie di video che verranno mostrati su un camion, parcheggiato a pianterreno, all’interno dell’atrio di Palazzo Costantino ai Quattro Canti. Il camion stesso sarà l’oggetto-soggetto della fruizione, su cui verranno proiettati i video. In una delle storie che vengono raccontate è protagonista la fotografa Letizia Battaglia, ripresa su un set allestito sullo stesso camion a piazza Magione: qui la Battaglia parla e racconta della città a una ragazzina palermitana, e a conclusione del discorso, con la sua macchina fotografica al collo, dà fuoco ad una riproduzione dell’affresco de Il trionfo della morte, “come gesto liberatorio nei confronti della città”, spiega la fotografa. L’idea dei Masbedo è quella poi di spostare il camion per realizzare delle proiezioni itineranti in tutta la città.
All’Orto Botanico troveremo l’installazione di Leone Contini, dal titolo
Foreign Farmers, risultato di una ricerca sul campo – Contini è antropologo – attraverso l’Italia, studiando le attività rurali intraprese da diverse comunità di migranti al fine di soddisfare le loro necessità alimentari: dai contadini cinesi in Toscana al giardino senegalese vicino a Venezia, all’agricoltura bengalese nei pressi di Palermo.
Protagonisti i semi, che sono sempre stati dei migranti.
Da Zagabria arriva Nora Turato, che al’Oratorio di San Lorenzo presenta I’m happy to own my implicit biases (malo mrkva, malo batina) un lavoro che coniuga performance e voce, conducendo un’esplorazione sul sincretismo linguistico e culturale della città di Palermo.
Il progetto descrive la tradizione delle cosiddette “donne di fuori” che ai tempi dell’Inquisizione spagnola venivano additate come reiette a causa dei loro poteri e comportamenti fuori dagli schemi: riflessione su cliché, luoghi comuni e possibili forme di resistenza a imposizioni di stampo sessista e culturale.
Il tema della processione, rivisitata in chiave contemporanea, guida due lavori performativi: il 15 giugno, per l’inaugurazione di Manifesta12, il performer nigeriano Jelili Atiku realizzerà una processione per le vie della città: Festival of the Earth, questo il titolo, prende ispirazione dalla processione di Santa Rosalia e la mixa con le storie tradizionali Yoruba, con la presenza di piante e oggetti scultorei. Coinvolgerà cinquantatrè partecipanti, partirà dal Foro Italico per arrivare fino ai Quattro Canti; collegata alla performance, una mostra all’Oratorio dei Peccatori. Il giorno seguente, il 16 giugno, sarà la volta dell’artista italiana Marinella Senatore con un’altra performance di danza per le strade del centro storico.
Tra Palazzo Ajutamicristo e Palazzo Forcella De Seta realizzeranno i loro lavori il collettivo londinese Cooking Sections, l’artista irlandese di computer graphic John Gerrard, e Khalil Rabah, artista e creatore del “Palestinian Museum of Natural History and Humankind”; all’Orto Botanico, ispirandosi ai mercati palermitani, Rabah riprodurrà un mercato con diversi assemblaggi e sculture. All’Orto Botanico sarà visibile anche “Radiceterna” progetto di Valentina Bruschi, Ignazio Mortellaro, Vittorio Rappa ed Eveline Wuthrich che presenta fino al 4 novembre una serie di appuntamenti espositivi, con la Fondazione Merz, e insieme alla donazione di una biblioteca a tema artistico- botanico sostenuta da Planeta.
Molti poi i progetti che verranno realizzati durante l’opening di Manifesta12: tra questi si segnala “Beirut” di Hale Tenger, a cura di Marcello Carriero alla RizzutoGallery, dove è esposta la videoinstallazione dell’artista turca, che affronta temi legati all’azione di governo delle società, relativi la repressione politica, l’immigrazione, la condizione della donna, l’identità culturale. Hale Tenger ha esposto al Centre Pompidou di Parigi, Istanbul Modern, Espace cultura Louis Vuitton a Parigi, al New Museum di New York, e all’ultima Biennale di Venezia. Per chi volesse partecipare a un laboratorio fotografico, c’è Concept Graffiti, ideato dai fotografi spagnoli Ricardo Cases e Antonio M. Xoubanova, un’interazione tra la fotografia e gli elementi trovati per strada e a produrre una mostra con i risultati ottenuti nello spazio Frontiera Studio.

Giugno 2018

PALERMO IS GETTING CONTEMPORANEOUS

Manifesta 12: the itinerant biennial art exhibition. Performance, exhibits, videos. The city as a great creative workshop

The guest artists will be only revealed the day before the inauguration. Between jobs in progress, expectations, collectors, galleries and gallery owners, Manifesta12 finally starts on June 16th in Palermo, as a mark of the theme “The garden planetarium”, inspired by the text of the philosopher of gardens, G. Clément. Manifesta12  the Dutch foundation that every two years chooses a different city in the world to bring its nomadic biennial  will produce most of the works and continue its activities until November. Green and social will be the keywords to access the artists’ proposals, of which here is exclusive anticipation. Many collectives of architects, anthropologists, filmmakers, and writers have been called by the Creative Mediators of Manifesta 12, like B. van der Haak, A. Jaque, I. Pestellini Laparelli and M. Varadinis. The venues will mainly be downtown, between Teatro Garibaldi, Chiesa dei Santi Euno e Giuliano, Orto Botanico, Palazzo Butera, Palazzo Forcella De Seta, Palazzo Ajutamicristo, Palazzo Costantino at Quattro Canti, and Oratorio dei Peccatori. The Belgian architects Rotor will be at Pizzo Sella, where the collectives Wu Ming and Fare Ala will co-present their work; while the writer G. Vasta will show the app “City Scripts”. The opening of the Valsecchi’s Palazzo Butera will unveil both the restored part and pieces of the private collection. The Brazilian M. T. Alvez whose installation, entitled “A proposal of syncretism (this time without genocide)”, analyses systems related to the natural environment through a political reading. The video installation of the Swiss U. Orlow focuses on the evocative power of Botany. The duo Masbedo have realised a series of videos to be shown on a truck for itinerant projections. The photographer L. Battaglia, is the protagonist of one of these stories. At the Orto Botanico, the anthropologist L. Contini will present the installation Foreign Farmers, fieldwork through Italy about the agricultural activities undertaken by different migrant communities to meet their food needs. At the Oratorio di San Lorenzo, N. Turato, from Zagreb, will present the performance-voice combo “I’m happy to own my implicit biases”, an exploration on the linguistic and cultural syncretism of Palermo. The theme of procession includes two contemporary performances held through the streets of the old town. On 15th June, the Nigerian performer J. Atiku will make the procession Festival of the Earth, while the next day, the Italian artist M. Senatore will hold a dance performance. Between Palazzo Ajutamicristo and Palazzo De Seta Forcella, the London Cooking Sections, the Irish computer-graphic artist J. Gerrard, and the creator of the “Palestinian Museum of Natural History and Humankind” K. Rabah will show their works. At the Orto Botanico, “Radiceterna”, by V. Bruschi, I. Mortellaro, V. Rappa and E. Wuthrich, is a series of exhibitions by the Fondazione Merz and a botanical-art-themed library’s donation supported by Planeta. At Rizzuto Gallery, the video installation “Beirut” by the Turkish H. Tenger, about political repression, immigration, women status, and cultural identity. Hale Tenger has exhibited at the Centre Pompidou in Paris, Istanbul Modern, Espace culture Louis Vuitton in Paris, at the New Museum in New York, and at the latest Biennale of Venice. For those who wish to participate in the photo lab Concept Graffiti, by the Spanish photographers R. Cases and A. M. Xoubanova, with a final exhibition.

June 2018

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