Nero gotico sotto il sole di Palermo 0

Giuseppina Torregrossa è partita a 14 anni. Una vita a Roma, dove è diventata medico e si è sposata. Ma nel cuore il bisogno di tornare sempre nella sua città dove sono rimaste le sue radici. E dove ambienta tutti i suoi romanzi. L’ultimo? In un sinistro palazzo di Piazza Marina

di Sofia Catalano

“Quando sono andata via da Palermo ho sentito una sorta di vuoto, un abbandono, è stato un trauma dolorosissimo che mi ha accompagnato tutta la vita”.  È un ode alla sua città quella di Giuseppina Torregrossa, medico e scrittrice, che dalla Sicilia è andata via a quattordici anni per un trasferimento del padre, a Roma. Nella Capitale ha vissuto, si è sposata, è diventata medico (ginecologa)  e mamma, ma il rimpianto della città natia l’ha accompagnata sempre. “Mio marito mi ha affettuosamente assecondata in questo  ritorno alle radici, e quindi appena potevo scappavo per ritrovare odori, sapori, rumori e la luce di Palermo. La mia città che mi abita e dove sto benissimo. Ovviamente ne vedo i problemi, sono sotto gli occhi di tutti, ma ho sviluppato una soglia di adattamento, quindi li ignoro. E quello che ignori non lo puoi combattere. Questo secondo me è l’unico modo per vivere e sopravvivere a Palermo e a tutta la Sicilia. Ne accetto le dinamiche e penso che nulla può cambiare, così come già detto molto tempo fa da Tomasi di Lampedusa;  se pensi di modificare qualcosa finisci per odiarla la Sicilia” .
Invece Giuseppina la ama di un amore che lei stessa definisce morboso, soprattutto Palermo: adora andare per mercati, soprattutto quello del Capo che è il più antico e forse ancora il più autentico, e immergersi tra la gente. “Quella che si fa i fatti tuoi e per questo ti piace, perché la senti solidale. In Sicilia la solitudine non esiste”. In questo universo ricco di contrasti e di emozioni  ha ambientato tutti i suoi romanzi, dal primo L’assaggiatric,e al Conto delle minne , da Manna e miel , ferro e fuoco a Pasanza e Prisenza, e poi La miscela segreta di casa Olivares e Il figlio maschio, sino all’ultimo Cortile Nostalgia. E ancora Palermo sarà lo sfondo del  prossimo romanzo che uscirà nei prossimi giorni

“Si chiama Il Basilico di Palazzo Galletti, è un giallo ambientato nel palazzo gotico di piazza Marina dove adesso ci sono gli uffici del Comune, un tempo chiamato palazzo delle buttane. È la storia di un omicidio della Palermo bene, della borghesia ricca e opulenta. Ho voluto ambientarlo in piazza Marina dove ogni edificio è sinistro: lì c’era la Vicaria, il carcere, c’è Palazzo Steri che fu sede dell’Inquisizione spagnola e Palazzo Dagnino con le sue  inquietanti cariatidi sulla facciata”.

Ma anche questo luogo per Giuseppina ha un sapore magico, ed è vicino al mare. “Un mare dal colore cristallino, diverso da quello di tutta la Sicilia. Un mare che mi rigenera, che mi guarisce anche fisicamente, che fa da riverbero alla luce speciale di Palermo: una luce irriproducibile, incredibile che appartiene all’anima. Quando sto lontana per più di tre settimane quella forza vitale mi manca e devo subito tornare”.
In una piccola casa con un grande terrazzo, in centro , oppure nella casa paterna di Scopello, dove da sempre Giuseppina trascorre le vacanze: “Se salto una stagione mi sembra che l’estate non sia mai arrivata. Lì ,come in città, ci sto come nella naca , cullata dai colori, dalle voci, dai profumi”.
Un’ispirazione continua che ha alimentato la vena di scrittrice, sin da bambina: “Tenevo un diario, inventavo racconti, la scrittura mi aiutava a chiarirmi le idee, a giocare e a vivere altre vite . A cinquantuno anni qualcuno si è accorto di me e ho pubblicato il mio primo romanzo”.  Il primo di tanti che vedono sempre le donne protagoniste. Donne coraggiose, forti, determinate , ma soprattutto audaci e sensuali. “Immagino – dice – che dietro una repressione secolare ci sia tanto fuoco. Più si reprime la lava più quella tende a esplodere con forza. Penso che le siciliane abbiano una natura calda come la nostra terra, cui le donne sono molto legate. E la cultura maschilista ha fatto il resto. Io sembro algida ma sono i miei personaggi: appassionata come tutte le donne”.

Con un’eleganza e una classe che i capelli, una volta rossi, adesso grigi, sottolineano: “Alla nostra età non si può essere belle, bisogna almeno essere eleganti”, sorride. Meglio se anche realizzate, e con un ideale di felicità: “La mia idea di felicità è una grande casa a Palermo dove tornare, come nel grembo materno, e portare con me figli e  nipoti”.

Giugno 2018

Gothic Black under the sun of Palermo

Giuseppina Torregrossa: a life in Roma, the need to return to her hometown, where her roots are and her novels are set

by Sofia Catalano

When  I  left  Palermo  I  felt  a  sense  of  emptiness;  it  was  a  very  painful  trauma  that  has  accompanied  me  all  my  life͟.  It’s  an  ode  to  her  city  that  of  Giuseppina  Torregrossa,  doctor  and  writer,  who  left  Sicily  at  the  age  of  fourteen.  In  the  capital  she  got  married  and  became  a  gynaecologist  and  a  mother,  but  the  regret  for  her  hometown  has  always  accompanied  her.͟  Whenever  I  could,  I  escaped  to  find  smells,  tastes,  noises  and  the  light  of  Palermo  again.  My  city  that  lives  in  me  and  where  I  feel  great.  I  see  its  problems,  they  are  there  for  for  all  the  world  to  see,  but  I  have  developed  an  adaptation  threshold,  so  I  ignore  them.    In  my  opinion  this  is  the  only  way  to  live  and  survive  in  Palermo  and  throughout  Sicily.  I  accept  its  dynamics  and  I  think  nothing  can  change,  as  it  was  said  by  Tomasi  di  Lampedusa  a  long  time  ago:  if  you  think  you  can  change  something,  you  end  up  hating  Sicily͟.  Giuseppina  loves  it,  and  especially  Palermo,  in  a  pathological  way.  She  loves  going  to  markets,  especially  to  the  Capo  one,  the  oldest  and  probably  the  most  genuine,  and  immerse  herself  in  the  people.  ͞that  meddle  in  other  people’s  business,  and  that’s  why  you  like  them,  because  you  feel  they  are  supportive.  Solitude  does  not  exist  in  Sicily͟.  In  this  universe,  rich  in  contrasts  and  emotions,  she  has  set  all  her  novels,  from  L’assaggiatrice  to  Cortile  Nostalgia,  where  women  are  always  protagonists.

June 2018

Condividi Adesso
Articolo PrecedenteProssimo Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gattopardo