Per un teatro Mediterraneo 0

Si chiama “Meditheatres” il progetto che ha unito artisti e maestranze del luglio musicale trapanese con tunisi e cartagine. Scopo: dar vita a un unico polo produttivo e musicale tra Sicilia e Nord Africa

di Federica Certa

La schiava devota e il condottiero conteso. La subdola figlia del re, il faraone, la dea Iside. Tradimenti, riconoscimenti, giuramenti, morte, trionfi. Etiopi ed egiziani. Amore e guerra. Un dramma senza tempo, un turbinio di emozioni forti sulle note vittoriose della musica di Verdi, all’ombra delle piramidi. Aida, eroina e vittima, principessa e fuggiasca, torna a casa, sulle coste più estreme del Mediterraneo, nel Maghreb magico, suadente, contraddittorio. In Tunisia, che si candida a diventare, sotto la guida delle maestranze e degli artisti del Luglio musicale trapanese, terra di melò, di competenze vocate all’arte tutta italiana, ma magistralmente esportabile, dell’opera lirica.
Si chiama “Medithèatres” ed è un progetto pilota che ha unito, non solo idealmente, Trapani, Tunisi e Cartagine, il teatro di Villa Margherita, l’imponente anfiteatro di El Jem – patrimonio Unesco, il più grande monumento d’Africa – e il teatro antico di Cartagine, entrambe arene storiche da decine di migliaia di posti a sedere. Con la benedizione del maestro di Busseto e delle travolgenti vicende di Aida, Radames, Amneris, Amonasro, Ramfis, rappresentate in due serate-evento tra fine giugno e i primi di luglio, prima del debutto nel cartellone della settantesima edizione del luglio, sulla scena di Villa Margherita.

Ma è anche il primo passo per un progetto molto più ampio per la nascita di un unico polo produttivo e musicale tra la Sicilia e il Nord Africa, che diventi snodo di attrazione turistica e culturale e laboratorio di nuova, concreta occupazione per la Tunisia, il paese degli sbarchi ma anche del futuro possibile, di migliaia di uomini e donne in esilio ma anche di altri che, sotto lo stesso cielo, cercano faticosamente di imparare un mestiere, costruirsi un’alternativa.

Centoquaranta tra artigiani, venti coristi su un totale di sessanta voci e quaranta orchestrali sui complessivi ottanta; il direttore d’orchestra Andrea Certa e il regista, direttore di scene e costumi Raffaele Di Florio; il direttore del coro Fabio Modica e il cast Maite Alberola, Dario Brola, Daniela Diakova, Giuseppe Garra, Andrea Comelli, Enrico Rinaldo, Giuseppe Infantino, Luciana Pansa: sono partiti da Trapani per la prima ricognizione a fine aprile, alla volta di Tunisi. Qui il governo centrale ha messo a disposizione il grande cantiere ricavato all’interno della monumentale Città della cultura della capitale, dove italiani e tunisini si sono incontrati e hanno cominciato a lavorare insieme sui mestieri del teatro – il misterioso e complesso mondo dietro le quinte – sulla voce e sulla musica.

I primi in veste di ambasciatori di un brand, quello del melodramma ottocentesco, che da oltre duecento anni rappresenta in tutto il mondo lo stile italiano, forse meglio della moda e della cucina; i secondi nei panni di allievi. Così hanno preso forma le scene per l’Aida – tra ori, sfingi, maschere ieratiche, scalinate – e quelle per la Traviata, in programma per il carnet del Luglio, ad agosto. Ma anche i nuovi camerini per il teatro di Villa Margherita, uno dei pochissimi – sono solo tre in Italia – che può ospitare l’opera lirica in estate. “Con un investimento di duecentomila euro, finanziati in parte dal ministero dei Beni culturali italiano, in parte dal governo tunisino e in parte con fondi del nostro ente – spiega il consigliere delegato del Luglio musicale trapanese, Giovani De Santis – è stato raggiunto ben più di un obiettivo – Abbiamo dato vita a un polo di produzione tecnica e artistica che ha permesso di creare posti di lavoro in Tunisia, salvaguardando i nostri, con un risparmio di risorse ma senza rinunciare alla qualità del prodotto finale.

Sul lungo raggio, poi – prosegue De Santis – puntiamo a costituire un’offerta turistica integrata per la cultura, la lirica, l’archeologia, di livello internazionale, che unisca il territorio trapanese e quello tunisino. Per questo sono ovviamente necessari un substrato di strutture organizzative, di reti e di competenze non indifferenti. Ed è su queste che stiamo lavorando. Con un ottimo riscontro: dal punto di vista tecnico i nostri colleghi maghrebini hanno dimostrato di essere molto ricettivi e di poter davvero imparare un’arte che noi italiani possiamo trasmettere meglio di chiunque altro. Infine, dettaglio non trascurabile, con questo progetto abbiamo portato i nostri talenti oltremare, al festival internazionale di Cartagine e in quello di musica sinfonica di El Jem”.
Centoquaranta chilometri di mare sembrano prosciugarsi al passo fiero della marcia dei soldati egiziani, in una teoria di accordi predominanti di “fa” e di “do” che sono, nell’immaginario collettivo della cultura occidentale, la rappresentazione sonora della vittoria, del successo dopo il duro scontro. Le distanze si accorciano e “lì dove più di duemila anni fa era stata dichiarata guerra – ricorda De Santis – oggi portiamo la concordia della musica”.

Un altro esercito, un’altra invasione. Del tutto pacifica. Non più romani contro punici, non più anatemi di distruzione che ancora risuonano dal buio dei secoli, ma truppe operose armate dei ferri del mestiere per piallare, forgiare, costruire, innalzare quinte e disegnare paesaggi, inventare scene e dare materia ai sogni; di spartiti e strumenti per portare alla luce uno dei concertati più belli della produzione verdiana.
La collaborazione ha dato frutti insperati. Tanto che l’ente trapanese ha ricevuto l’incarico dal ministero della Formazione di elaborare un piano per insegnare i mestieri dello spettacolo “che in Tunisia – aggiunge De Santis – prendono molto seriamente, come un’autentica occasione di occupazione e di sviluppo”.

“è stato avvincente – definisce la collaborazione italo-tunisina Andrea Certa – direttore d’orchestra e responsabile per il Luglio della programmazione artistica e quindi anche della scelta del cast maghrebino – Con la musica ci siamo capiti alla perfezione. Abbiamo trovato violinisti bravissimi, una grande maturità artistica, anche se forse i coristi hanno bisogno di crescere ancora un po’. Chiaramente – prosegue Certa – gli ostacoli maggiori sono stati sul piano organizzativo, perché per tutti i nostri collegi tunisini questo era il primo incontro con la lirica”.
Un principio, però, il direttore tiene a sottolinearlo: “Abbiamo lavorato alla pari. È stato uno scambio reciproco. Non siamo andati a fare i colonizzatori”.
Ma l’abbraccio grande del Mediterraneo ha ispirato anche altri appuntamenti del cartellone lirico del Luglio musicale trapanese, in programma sotto le fronde centenarie del teatro dedicato a Giuseppe Di Stefano o tra gli archi del chiostro di San Domenico: da “Tosca” a “Traviata” e di nuovo Aida, dalla tenebrosa Roma di Scarpia alla crepuscolare Francia di Violetta fino all’opulento Egitto degli sfortunati amanti verdiani.
E poi Rossini con “La petite messe solennelle” e Donizetti con “L’elisir d’amore”, la musica da camera di Respighi e Bartok e i vincitori del progetto Opera studio dedicato a Mario Castelnuono Tedesco, nei cinquanta anni dalla morte del compositore; Bach e Mozart, il jazz, la musica elettro-acustica e la danza. In Africa con ardore. E ritorno.

Luglio 2018

For a Mediterranean theatre

 

Meditheatres unites artists of the Musical July of Trapani with Tunis and Carthage. A hub ‘tween Sicily and North Africa

by Federica Certa

The devoted slave and the contended leader. The devious daughter of the king, the Pharaoh, and the goddess Isis. Cheating, acknowledgements, oaths, death, and triumphs. Ethiopians and Egyptians. Love and war. In the shadow of the pyramids, a timeless drama, a swirl of excitement on the victorious notes of Verdi’s music. Aida, heroine and victim, Princess and fugitive, returns home to the most extreme coasts of the Mediterranean, in the magic, persuasive, contradictory Maghreb.

Under the guidance of the workers and artists of the Luglio Musicale Trapanese, Tunisia is going to become a land of mélo and opera. It’s called Medithèatres and is a pilot project that combines Trapani, Tunis and Carthage, the theatre of Villa Margherita, the imposing Amphitheatre of El Jem − Unesco World Heritage, the largest Africa’s monument − and the ancient theatre of Carthage.

Two-evening events between late June and early July at Villa Margherita, with the blessing of Verdi and the overwhelming story of Aida. It is also the first step of a much larger project for the birth of a unique musical and production pole between Sicily and North Africa. A tourist and cultural attraction hub on the go, and a lab of new, concrete employment for Tunisia, the country of landings. But also a country of a likely future for thousands of exiled people and those who are trying hard to learn a trade, build an alternative.

One hundred and forty among artisans, twenty chorists out of sixty voices and forty orchestral musicians out of eighty in total; the conductor A. Certa and the costume director R. Di Florio; the choir director F. Modica and the cast M. Alberola, D. Brola, D. Diakova, G. Garra, A. Comelli, E. Rinaldo, G. Infantino and L. Pansa departed from Trapani to the first scouting in late April to Tunis. Italians, as the ambassadors of the 19th-century melodrama, and Tunisians as students, have met inside the monumental City of culture and begun working together on the complex world of backstage. The scenes of the Aida have been shaped − between golden things, sphinxes, hieratic masks, staircases − and those of the Traviata as well, planned for the July and August programme.

“Through a large investment”, explains the Managing Director of the Luglio Musicale Trapanese, G. De Santis, “our production has created jobs in Tunisia, safeguarding ours, with the longrange aim to provide an integrated worldclass tourism offer of culture, opera, archaeology, between Trapani and Tunisia. Distances are shortened and ‘there, where more than two thousand years ago it had been declared war’, De Santis remember, ‘today we bring the harmony of music’.

July 2018

Si chiama “Meditheatres” il progetto che ha unito artisti e maestranze del luglio musicale trapanese con tunisi e cartagine. Scopo: dar vita a un unico polo produttivo e musicale tra Sicilia e Nord Africa

di Federica Certa

La schiava devota e il condottiero conteso. La subdola figlia del re, il faraone, la dea Iside. Tradimenti, riconoscimenti, giuramenti, morte, trionfi. Etiopi ed egiziani. Amore e guerra. Un dramma senza tempo, un turbinio di emozioni forti sulle note vittoriose della musica di Verdi, all’ombra delle piramidi. Aida, eroina e vittima, principessa e fuggiasca, torna a casa, sulle coste più estreme del Mediterraneo, nel Maghreb magico, suadente, contraddittorio. In Tunisia, che si candida a diventare, sotto la guida delle maestranze e degli artisti del Luglio musicale trapanese, terra di melò, di competenze vocate all’arte tutta italiana, ma magistralmente esportabile, dell’opera lirica.
Si chiama “Medithèatres” ed è un progetto pilota che ha unito, non solo idealmente, Trapani, Tunisi e Cartagine, il teatro di Villa Margherita, l’imponente anfiteatro di El Jem – patrimonio Unesco, il più grande monumento d’Africa – e il teatro antico di Cartagine, entrambe arene storiche da decine di migliaia di posti a sedere. Con la benedizione del maestro di Busseto e delle travolgenti vicende di Aida, Radames, Amneris, Amonasro, Ramfis, rappresentate in due serate-evento tra fine giugno e i primi di luglio, prima del debutto nel cartellone della settantesima edizione del luglio, sulla scena di Villa Margherita.

Ma è anche il primo passo per un progetto molto più ampio per la nascita di un unico polo produttivo e musicale tra la Sicilia e il Nord Africa, che diventi snodo di attrazione turistica e culturale e laboratorio di nuova, concreta occupazione per la Tunisia, il paese degli sbarchi ma anche del futuro possibile, di migliaia di uomini e donne in esilio ma anche di altri che, sotto lo stesso cielo, cercano faticosamente di imparare un mestiere, costruirsi un’alternativa.

Centoquaranta tra artigiani, venti coristi su un totale di sessanta voci e quaranta orchestrali sui complessivi ottanta; il direttore d’orchestra Andrea Certa e il regista, direttore di scene e costumi Raffaele Di Florio; il direttore del coro Fabio Modica e il cast Maite Alberola, Dario Brola, Daniela Diakova, Giuseppe Garra, Andrea Comelli, Enrico Rinaldo, Giuseppe Infantino, Luciana Pansa: sono partiti da Trapani per la prima ricognizione a fine aprile, alla volta di Tunisi. Qui il governo centrale ha messo a disposizione il grande cantiere ricavato all’interno della monumentale Città della cultura della capitale, dove italiani e tunisini si sono incontrati e hanno cominciato a lavorare insieme sui mestieri del teatro – il misterioso e complesso mondo dietro le quinte – sulla voce e sulla musica.

I primi in veste di ambasciatori di un brand, quello del melodramma ottocentesco, che da oltre duecento anni rappresenta in tutto il mondo lo stile italiano, forse meglio della moda e della cucina; i secondi nei panni di allievi. Così hanno preso forma le scene per l’Aida – tra ori, sfingi, maschere ieratiche, scalinate – e quelle per la Traviata, in programma per il carnet del Luglio, ad agosto. Ma anche i nuovi camerini per il teatro di Villa Margherita, uno dei pochissimi – sono solo tre in Italia – che può ospitare l’opera lirica in estate. “Con un investimento di duecentomila euro, finanziati in parte dal ministero dei Beni culturali italiano, in parte dal governo tunisino e in parte con fondi del nostro ente – spiega il consigliere delegato del Luglio musicale trapanese, Giovani De Santis – è stato raggiunto ben più di un obiettivo – Abbiamo dato vita a un polo di produzione tecnica e artistica che ha permesso di creare posti di lavoro in Tunisia, salvaguardando i nostri, con un risparmio di risorse ma senza rinunciare alla qualità del prodotto finale.

Sul lungo raggio, poi – prosegue De Santis – puntiamo a costituire un’offerta turistica integrata per la cultura, la lirica, l’archeologia, di livello internazionale, che unisca il territorio trapanese e quello tunisino. Per questo sono ovviamente necessari un substrato di strutture organizzative, di reti e di competenze non indifferenti. Ed è su queste che stiamo lavorando. Con un ottimo riscontro: dal punto di vista tecnico i nostri colleghi maghrebini hanno dimostrato di essere molto ricettivi e di poter davvero imparare un’arte che noi italiani possiamo trasmettere meglio di chiunque altro. Infine, dettaglio non trascurabile, con questo progetto abbiamo portato i nostri talenti oltremare, al festival internazionale di Cartagine e in quello di musica sinfonica di El Jem”.
Centoquaranta chilometri di mare sembrano prosciugarsi al passo fiero della marcia dei soldati egiziani, in una teoria di accordi predominanti di “fa” e di “do” che sono, nell’immaginario collettivo della cultura occidentale, la rappresentazione sonora della vittoria, del successo dopo il duro scontro. Le distanze si accorciano e “lì dove più di duemila anni fa era stata dichiarata guerra – ricorda De Santis – oggi portiamo la concordia della musica”.

Un altro esercito, un’altra invasione. Del tutto pacifica. Non più romani contro punici, non più anatemi di distruzione che ancora risuonano dal buio dei secoli, ma truppe operose armate dei ferri del mestiere per piallare, forgiare, costruire, innalzare quinte e disegnare paesaggi, inventare scene e dare materia ai sogni; di spartiti e strumenti per portare alla luce uno dei concertati più belli della produzione verdiana.
La collaborazione ha dato frutti insperati. Tanto che l’ente trapanese ha ricevuto l’incarico dal ministero della Formazione di elaborare un piano per insegnare i mestieri dello spettacolo “che in Tunisia – aggiunge De Santis – prendono molto seriamente, come un’autentica occasione di occupazione e di sviluppo”.

“è stato avvincente – definisce la collaborazione italo-tunisina Andrea Certa – direttore d’orchestra e responsabile per il Luglio della programmazione artistica e quindi anche della scelta del cast maghrebino – Con la musica ci siamo capiti alla perfezione. Abbiamo trovato violinisti bravissimi, una grande maturità artistica, anche se forse i coristi hanno bisogno di crescere ancora un po’. Chiaramente – prosegue Certa – gli ostacoli maggiori sono stati sul piano organizzativo, perché per tutti i nostri collegi tunisini questo era il primo incontro con la lirica”.
Un principio, però, il direttore tiene a sottolinearlo: “Abbiamo lavorato alla pari. È stato uno scambio reciproco. Non siamo andati a fare i colonizzatori”.
Ma l’abbraccio grande del Mediterraneo ha ispirato anche altri appuntamenti del cartellone lirico del Luglio musicale trapanese, in programma sotto le fronde centenarie del teatro dedicato a Giuseppe Di Stefano o tra gli archi del chiostro di San Domenico: da “Tosca” a “Traviata” e di nuovo Aida, dalla tenebrosa Roma di Scarpia alla crepuscolare Francia di Violetta fino all’opulento Egitto degli sfortunati amanti verdiani.
E poi Rossini con “La petite messe solennelle” e Donizetti con “L’elisir d’amore”, la musica da camera di Respighi e Bartok e i vincitori del progetto Opera studio dedicato a Mario Castelnuono Tedesco, nei cinquanta anni dalla morte del compositore; Bach e Mozart, il jazz, la musica elettro-acustica e la danza. In Africa con ardore. E ritorno.

Luglio 2018

For a Mediterranean theatre

Meditheatres unites artists of the Musical July of Trapani with Tunis and Carthage. A hub ‘tween Sicily and North Africa

by Federica Certa

The devoted slave and the contended leader. The devious daughter of the king, the Pharaoh, and the goddess Isis. Cheating, acknowledgements, oaths, death, and triumphs. Ethiopians and Egyptians. Love and war. In the shadow of the pyramids, a timeless drama, a swirl of excitement on the victorious notes of Verdi’s music. Aida, heroine and victim, Princess and fugitive, returns home to the most extreme coasts of the Mediterranean, in the magic, persuasive, contradictory Maghreb.

Under the guidance of the workers and artists of the Luglio Musicale Trapanese, Tunisia is going to become a land of mélo and opera. It’s called Medithèatres and is a pilot project that combines Trapani, Tunis and Carthage, the theatre of Villa Margherita, the imposing Amphitheatre of El Jem − Unesco World Heritage, the largest Africa’s monument − and the ancient theatre of Carthage.

Two-evening events between late June and early July at Villa Margherita, with the blessing of Verdi and the overwhelming story of Aida. It is also the first step of a much larger project for the birth of a unique musical and production pole between Sicily and North Africa. A tourist and cultural attraction hub on the go, and a lab of new, concrete employment for Tunisia, the country of landings. But also a country of a likely future for thousands of exiled people and those who are trying hard to learn a trade, build an alternative.

One hundred and forty among artisans, twenty chorists out of sixty voices and forty orchestral musicians out of eighty in total; the conductor A. Certa and the costume director R. Di Florio; the choir director F. Modica and the cast M. Alberola, D. Brola, D. Diakova, G. Garra, A. Comelli, E. Rinaldo, G. Infantino and L. Pansa departed from Trapani to the first scouting in late April to Tunis. Italians, as the ambassadors of the 19th-century melodrama, and Tunisians as students, have met inside the monumental City of culture and begun working together on the complex world of backstage. The scenes of the Aida have been shaped − between golden things, sphinxes, hieratic masks, staircases − and those of the Traviata as well, planned for the July and August programme.

“Through a large investment”, explains the Managing Director of the Luglio Musicale Trapanese, G. De Santis, “our production has created jobs in Tunisia, safeguarding ours, with the longrange aim to provide an integrated worldclass tourism offer of culture, opera, archaeology, between Trapani and Tunisia. Distances are shortened and ‘there, where more than two thousand years ago it had been declared war’, De Santis remember, ‘today we bring the harmony of music’.

July 2018

Condividi Adesso
Articolo PrecedenteProssimo Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gattopardo