Una famiglia sulla via del cannolo 0

Partiti da zero i fratelli Bauso hanno creato una catena di bar di successo a Londra. Il segreto? solo specialità siciliane in arrivo direttamente da Catania. E ora puntano alla conquista della Cina

di Fabio Albanese

“Ma perché non molliamo tutto e andiamo a Londra a vendere arancini e cannoli?”. Quando suo fratello Enrico, una sera di tre anni fa, durante la cena per una riunione di famiglia, gliel’ha proposto, sembrava una cosa buttata lì giusto per esprimere l’insoddisfazione per i rispettivi lavori, seppure “importanti” e ben pagati. E però poi Gaetano Bauso, catanese di 47 anni di cui quasi quindici passati a lavorare per Vodafone tra Catania e Milano, lo ha fatto davvero e si è messo a vendere arancini e cannoli, ma anche cipolline, cartocciate, granite e brioche col “tuppo”, nel cuore di Londra. Con il fratello e un altro socio, con i quali si appresta adesso ad aprire una serie di punti vendita in Cina. Che detto così, un siciliano che vende riso ai cinesi, un po’ come un africano che vende i ghiaccioli agli eschimesi, sembra una boutade: “E invece è tutto vero e se tre anni fa me l’avessero detto non ci avrei creduto”, dice, appena rientrato a Londra da una trasferta “preparatoria” nel Paese del Dragone.

Riepilogo delle puntate precedenti. Fino al 2014, Gaetano Bauso, moglie, due figli che all’epoca avevano cinque e due anni, ha fatto il team leader e poi il capo vendite della compagnia telefonica, gli ultimi quattro anni a Milano. Il fratello Enrico, che fa il manager della ristorazione, ha invece girato mezzo mondo, da Miami a Parigi a Montecarlo a Londra. Un terzo fratello, non impegnato nell’attività che stava per nascere, vive da tanto tempo nella capitale inglese. “E quindi Londra, con il suo cosmopolitismo e la sua centralità, ci è sembrato il posto giusto per il nostro business, nato da un piano a tavolino che però non prevedeva, banalmente, l’apertura di un bar a Londra, perché ce n’è già tanti, ma faceva parte di un progetto scalabile, nel senso che si trattava di un modello che poteva essere replicato ovunque e con gli stessi metodi”.

Gaetano molla Vodafone ancor prima che l’idea si faccia realtà e si butta a capofitto nel progetto: “D’altronde, vendere usando internet e i social è il mio lavoro da sempre, e questo ho fatto”. Ci voleva un finanziatore, però: “Il primo, un siciliano, si è tirato indietro subito. Poi però abbiamo incontrato Nicola Persico, un trevigiano che guida una holding a Modena, che ha capito, ci ha dato fiducia ed è ora un caro amico. E siamo partiti”. Così apre il primo punto vendita di Etnacoffee, in una galleria proprio davanti alla Victoria Station, una tra le più antiche e trafficate stazioni ferroviarie di Londra. “Noi tre abbiamo competenze diverse e non ci pestiamo i piedi a vicenda, per questo funziona: io mi occupo del marketing, dei social e delle pubbliche relazioni; mio fratello cura la parte organizzativa; e il nostro socio tiene i conti”. Per strada, a girare per i mercati di Londra, una “Lapa”, un’Apecar per la vendita dei loro prodotti.

È così che, due anni dopo Victoria Station, apre il secondo punto vendita, nella affollata e strategica Baker Street: “Credo sia stata la svolta, perché mentre a Victoria i nostri clienti sono soprattutto italiani, a Baker la clientela è inglese ed internazionale. E vedere un londinese chiedere una “cippolina”, come la chiamano loro, con due “p” e una “l”, è uno spasso”. Non è solo uno spasso, in realtà, perché è nel punto vendita di Baker Street che un giorno della scorsa estate si presentano degli investitori cinesi alla ricerca di affari: “Hanno assaggiato i nostri arancini, stupiti che ci fosse un modo di mangiare riso che non conoscevano ancora. Anzi, all’inizio pensavano fosse un dolce”. Gli investitori cinesi rappresentano, uno la Hb, grande azienda di comunicazioni paragonabile all’italiana Mediaset, l’altro la Evergrande, il secondo gruppo cinese di costruzioni. Una sta costruendo a Changsha, nello Hunan, un villaggio a tema dedicato all’Italia; l’altra un’intera isola artificiale per il turismo e le vacanze, con resort di lusso e spiagge da favola, a Hainan, nel sud tropicale della Cina. 

Nel villaggio a tema la star sarà l’arancino, sull’isola artificiale la sicilianità sarà rappresentata da granite e brioche: “In totale prevediamo undici punti vendita, tra bar, chioschi e carrettini. A fine settembre apriremo i primi quattro, due ristoranti e due carrettini, nel Villaggio Italia. A metà 2019, gli altri sette punti vendita, tutti sull’isola artificiale. Vedremo come andrà, e poi decideremo ulteriori sviluppi”. Bauso prevede di trasferirsi lì con la famiglia per un paio d’anni, anche se le attività cinesi le ha già affidate a un amico manager catanese che conosce bene il Paese e ci vive già da un po’.

Intanto, in nome dell’arancino (alla catanese, con la “o” finale e la forma a cono rovesciato che è ripresa nel logo dell’azienda e che evoca l’Etna), tutta la famiglia Bauso si è ormai da tempo trasferita a Londra: i tre fratelli con le rispettive famiglie, ma alla fine anche gli anziani genitori che hanno chiuso la casa di Catania: “Mia madre mi ha detto: che ci stiamo a fare da soli a Catania? Ci mancano i nostri nipotini. E così adesso siamo tutti qui, e mia madre si muove come fosse in Sicilia, non so come faccia a contrattare pure qui i prezzi al mercato. In Cina però lei non vuole venirci, anche se mi ha promesso che verrà a trovarci superando la paura dell’aereo”.
Gli arancini di Bauso nascono a Catania, dove vengono “abbattuti” e subito surgelati, e fritti a Londra. Lo stesso avviene per cartocciate, pizzette con l’olivo, cipolline e bolognesi: in Sicilia si surgela, a Londra si inforna. Anche i cannoli seguono la stessa strada. E questo, grazie a un procedimento di surgelamento della ricotta di pecora, prodotto davvero difficile trovare fuori dalla Sicilia, che poi viene “rianimata”, come dice Bauso, nei loro punti vendita e inserita al momento nelle “bucce” dei cannoli. Così pure le granite e le brioche. E davvero, entrando nei loro bar londinesi, sembra di trovarsi in un locale di via Etnea o di via Principe di Belmonte: “Ma senza gli eccessi di quella sicilianità ostentata, fatta di coppole e carretti, che spesso trovi qui e che non rappresenta più da tempo la nostra terra”. E mostra le foto di testimonial involontari, da Fiorello a Ficarra & Picone a Checco Zalone, e gli attestati dei tanti premi ricevuti.

I Bauso hanno cercato, e provato, tante ditte fornitrici che potessero loro assicurare un alto standard qualitativo. E infine le hanno trovate proprio a Catania, “e fa piacere che per soddisfare le nostre richieste queste aziende abbiano assunto altro personale. Insomma, la nostra attività di Londra ha dato lavoro pure a Catania”. Ma come mai gli arancini dei fratelli Bauso hanno avuto così tanto successo? “Gli inglesi amano da sempre la Sicilia e, complice il commissario Montalbano televisivo che spopola sulla Bbc, anche l’arancino siciliano è diventato un elemento distintivo. Non che gli arancini a Londra non si trovassero pure prima, ma in giro c’era pessima qualità e, dopo averli provati, la gente non ci tornava. I nostri arrivano con i camion frigo direttamente da Catania. Siamo davvero contenti di tenere alto l’onore della Sicilia. E dire che quando abbiamo cominciato, un funzionario italiano qui a Londra ci aveva detto: Lasciate perdere, non funzionerà”.

Luglio 2018

When cannolo speaks english

Starting from scratch the Bauso brothers have created a successful coffee chain with Sicilian specialities in London

by Fabio Albanese

“Why don’t we give everything up and go to London to sell arancini e cannoli?”. Gaetano Bauso, 47 years old from Catania, did it and started to sell arancini and cannoli, but also cipolline, cartocciate, granite and brioches in the heart of London. With his brother and another partner he is about to open some stores in China. 

A Sicilian selling rice to the Chinese, after almost fifteen years in Vodafone, the last four ones in Milan, as a team leader and sales manager. His brother Enrico, a catering manager, has travelled widely. A third brother, not engaged in the business, has been living in London for a long time, “London, with its cosmopolitism, seemed the right place for our business”. They found a sponsor and opened their first Etnacoffe in front of Victoria Station. Two years later they opened in Baker Street: “That was the turning point, because while in Victoria Station our customers are mostly Italian, in Baker Street they are English and international”.

Bauso’s arancini are made in Catania, where they are frozen to be then fried in London. Sheep ricotta for cannoli is frozen too, as it’s really hard to find it outside Sicily, and it’s then revived and inserted in the cannoli skin there and then.

Their business has given work to Catania, as their suppliers are Sicilian. Starting from scratch the Bauso brothers have created a successful coffee chain with Sicilian specialities in London.

July 2018

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