L’inglese sulla bocca di tutti 0

Un perfetto traduttore che utilizza solo fonti autorevoli e sicure, disponibile in ogni Paese del mondo? Si chiama “Ludwig” e lo ha creato un gruppo di giovani siciliani. Niente a che fare con Google

di Maria Matranga

C’è spazio per qualcosa sul web che non sia Google o Facebook? A guardare il sorriso di Roberta Pellegrino, 32 anni, responsabile dello sviluppo vendite di una start up tutta made in Sicily, la risposta è senz’altro sì. La società si chiama Ludwig, in onore al filosofo del linguaggio Ludwig Wittgenstein, è nata quattro anni fa, e ha inventato un algoritmo che consente di cercare frasi in inglese corrette soltanto da fonti autorevoli: scientifiche, giornalistiche, letterarie.

Un motore di ricerca che arriva in soccorso di gente che l’inglese già lo conosce – traduttori, professori universitari, imprenditori – e che ha bisogno di cercare l’espressione giusta e appropriata, verificando che sia attestata in un contesto simile. Non una traduzione letterale, come fanno tante piattaforme on line, a partire da Google.
Ludwig oggi ha sette milioni di utenti di duecento Paesi del mondo, in testa – oltre all’Italia – gli Stati Uniti, il Giappone, la Sud Corea, il Canada. E guarda a un miliardo di persone, tante quante saranno nel 2020 quelle che quotidianamente scrivono in inglese per ragioni di lavoro.

Provare per credere: https://ludwig.guru/ Roba da far venire un capogiro ai tre fondatori della società – oltre a Roberta, una laurea in Filosofia e un dottorato in Economia, ci sono l’archeologo Antonio Rotolo e l’avvocato Federico Papa – e ai tre ingegneri che si sono aggregati subito dopo per sviluppare la piattaforma: Francesco Aronica​, Francesco Giacalone, Salvatore Monello, con il supporto esterno dell’esperto di linguistica computazionale Antonino Randazzo. Già, difficile parlare di start up digitali oggi in Sicilia, dopo il clamoroso fallimento di Mosaicoon, il prodigio che da Palermo si era allargata al mondo. Difficile farlo quando la sfida – prima o poi – è con i giganti della Silicon Valley pronti a prendersi tutto. Ma il team di Ludwig, tutti under 35, tutti con esperienze internazionali alle spalle, procedono passo dopo passo.

“Il 90 per cento delle start up che sono nate con il supporto di grossi finanziamenti, come Mosaicoon, dopo qualche anno fallisce – spiega Roberta – noi abbiamo voluto procedere in maniera diversa, cercando intanto di essere sostenibili senza grosse stampelle esterne e validando il nostro modello di business”. Non ha neanche una sede fisica la società, nulla di faraonico, si lavora dai propri computer o appoggiandosi a un coworking.

Come stare in piedi, quindi, senza finanziamenti? Dopo tre anni in cui Ludwig è stata una piattaforma aperta e accessibile a tutti senza pagare, la società ha deciso di lanciare pochi mesi fa la versione Premium, che dà ricerche illimitate e l’accesso a una più ampia banca dati. “Impossibile – continua Roberta – mantenere una piattaforma aperta a meno che non sei Wikipedia e vivi di donazioni”. E quindi l’ingresso vero nel mercato, con i primi tremila abbonamenti venduti a un prezzo stabilito democraticamente in base al Pil del Paese, dai 2.99 euro al mese per gli abitanti dei Paesi più poveri ai 5.99 di quelli più sviluppati.

Si è aperta così un’altra finestra sul mondo, da cui si scopre per esempio che in Iran non si possono fare transazioni finanziarie sull’estero, e allora Ludwig ha stretto una partnership con un utente locale per avviare tra un mese una “cellula” a Teheran. Una finestra che connette con cerimoniosi professori giapponesi, con giornalisti birmani che ringraziano per avere la possibilità di raccontare in inglese del proprio Paese, con aspiranti imprenditrici africane. E da quando Premium è a pagamento sono arrivati gli investitori che ci vedono lungo. Venture capitalist pronti a offrire soldi per crescere, per scalare il mercato.

“Valuteremo queste proposte, tutte dall’estero, non una dall’Italia – spiegano i giovani imprenditori – consapevoli che se accettassimo dovremmo spostare la nostra sede fuori dal Paese. Noi siamo pronti a seguire Ludwig ovunque, è come un figlio, ma lo vogliamo portare a nuotare nella piscina dei grandi quando avrà braccia forti per nuotare”.
Certo è che da quando in Antonio Rotolo, l’archeologo, si è accesa la scintilla dell’idea tornando a Palermo dopo un’esperienza al Mit di Boston, è stata una galoppata senza soste. Tutti, compagni di scuola al liceo Garibaldi e amici da sempre, hanno lasciato le loro brillanti carriere accademiche per buttarsi nell’avventura.

La prima a crederci è stata Telecom, che premiò Ludwig nel 2014 con 25 mila euro nella competizione mirata a creare nuove realtà d’impresa. “Avevamo soltanto il progetto – spiega ancora Roberta – non c’era ancora neanche un ingegnere nel team, non c’era l’algoritmo che arrivò pochi mesi dopo, ma i giurati si innamorarono di questa idea di democratizzazione del sapere che è alla base della nostra idea e del nostro stare al mondo. Da lì è arrivato il resto”.

Ottobre 2018

Everybody can speak English

A perfect translator using only authoritative sources worldwide? “Ludwig”, by a group of young Sicilians. Bye Bye Google

by Maria Matranga

Is there room for something on the web other than Google or Facebook? According to a smiling Roberta Pellegrino, in charge of the sales development of an all-made-in-Sicily start-up, the answer is definitely yes. The company, called “Ludwig” in honour of the philosopher of language Ludwig Wittgenstein, was born four years ago and invented an algorithm that looks for correct English sentences solely from authoritative sources.

It is a search engine that helps people and professionals who know English, whose needs are to find the appropriate expression, not a literal translation by Google and alike.
Today, it counts seven million users in 200 countries, among them Italy, the United States, Japan, South Korea, and Canada are at the head. And it goes for a billion people, as many as they will be in 2020 those who daily write in English for business purposes. Try it: https://ludwig.guru/.

The three founders, apart from Roberta, a degree in philosophy and a doctorate in economics, are the archaeologist Antonio Rotolo and the lawyer Federico Papa. Francesco Aronica, Francesco Giacalone and Salvatore Monello are the three engineers who have aggregated to develop the platform, along with the support of Antonino Randazzo, the expert of Computational Linguistics.

October 2018

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