Le confessioni di Fic & Pic 0

L’Italia, la politica, la comicità: Salvo Ficarra e Valentino Picone, in una pausa della preparazione del nuovo film, raccontano venticinque anni di storia (professionale) in comune

di Antonella Filippi

Per quel curioso miscuglio chiamato Fic&Pic, al secolo Salvo Ficarra e Valentino Picone, è stato un trovarsi naturalmente, nulla della loro coppia è stato pianificato a tavolino: loro, stralunato uno, sornione l’altro, fin dall’inizio, si combinavano insieme senza alcuno sforzo. Una somma aritmetica di talenti, forse qualcosa in più. In più perché hanno imparato il mestiere nel modo più duro – quello migliore – sul campo, o meglio, sul palco, a Palermo, periferia del mondo dello spettacolo; perché 25 anni fa, coraggiosamente, sono sbarcati a Milano; perché oggi che i loro film fanno numeri che sono una mano santa per il cinema italiano, i due hanno un’associazione benefica, hanno messo a disposizione la loro voce per la app NOma che propone percorsi per scoprire la Palermo delle vittime di mafia; sono a fianco di Giovanni Cupidi nella sua battaglia per i diritti dei disabili; a “Striscia” bacchettano a destra e a sinistra, non hanno paura delle loro idee, neppure nelle interviste.

E, come in tutti i grandi amori, è finita che uno non può più fare a meno dell’altro. “Ergo sumus”, potrebbero dire, quasi involontariamente. Sono comici e aggirare una barricata con un lazzo leggero è la loro specialità: la loro satira, come nel biliardo, tocca la pallina, e passa da una sponda all’altra in cerca di bersagli. Oggi ironizzano: “Sì, siamo siciliani, adesso lo possiamo ammettere, prima era reato”.

Il nuovo film a che punto è?
Valentino. “Siamo al momento in cui le spariamo grosse, ognuno dice qualcosa e qualcosa rimane. Dopo tanto confronto, una stupidaggine io, una stupidaggine lui, viene fuori il film”. Salvo. “Siamo alla fine del primo tempo, stiamo mangiando patatine e bomboniere”.

Vi è successo, nei primi tempi a Milano, quando dicevate di arrivare da Palermo, di vedere i volti dei milanesi deformarsi, i lineamenti parlare, gli occhi far brillare un pensiero nascosto: “Siete tutti mafiosi voialtri laggiù”?
Valentino: “Allora la cronaca raccontava di una Sicilia insanguinata, eravamo nella stagione delle stragi, al nord andava forte la Lega e la stupidità delle sue argomentazioni che facevano presa sui più sprovveduti. Ora la Lega ha cambiato i suoi discorsi che, però, sono rimasti sempre stupidi. E già sconfitti dalla storia”.
Salvo: “Venticinque anni fa la Lega stava nascendo ma erano in tanti a dirci di non pensarla allo stesso modo. Noi oggi siamo diventati improvvisamente amici, i nemici sono altri. Che tristezza se, per affrontare la crisi che l’Italia vive, bisogna combattere chi sta peggio di te”.
Ci sono momenti o persone che cancellereste, che vi hanno provocato dolore?
Valentino: “Sì, ma nella vita anche le cose brutte servono. Scrivilo che sono consapevole di dire una banalità…”. Salvo: “A parte Picone? L’unica croce che mi porto appresso è lui, il mio lasciapassare per la gloria dei cieli, perché ho già pagato sulla terra”. La voce l’alzate più con voi stessi o con gli altri?
Valentino e Salvo: “Con tutti e due”.
Siete venuti a patti con l’ambizione? Che limiti mettete al vostro talento?
Valentino: “Prima bisognerebbe capire cos’è l’ambizione. Se è fare le cose che piacciono a me e, spesso anche agli altri, allora sì. E finora mi è andata bene”.
Salvo: “Non sono particolarmente ambizioso. Mi piacerebbe fare il presidente della Repubblica, ma ancora non ho 50 anni, quindi aspetto che finisca Mattarella. Quando sarò al Quirinale farò tutto per il bene dell’Italia ma, sappiatelo, truccherò il campionato di calcio per fare vincere lo scudetto al Palermo: i tifosi rosanero, almeno una volta nella vita, devono poter cantare “i campioni siamo noi””.

Con “Le rane” siete andati a disturbare pure Aristofane…
Valentino: “Un progetto affascinante, diverso da quanto abbiamo fatto finora, ne siamo usciti arricchiti, è stato bello sentire ridere adulti e bambini. Uno spettacolo di 2500 anni fa è stato ritenuto interessante da RaiUno che lo ha trasmesso in prima serata. Se non è ambizione questa…”.
Salvo: “Il maestro Roberto Andò si è fissato che noi eravamo giusti per questo lavoro e noi ci siamo fidati di lui e del regista Giorgio Barberio Corsetti. Un viaggio emozionante in una macchina del tempo”.

Il futuro può essere migliore del presente? Dal finale de “L’ora legale” sembrerebbe di no…
Valentino: “Il finale è solo un monito: attenzione, anche noi dobbiamo attivarci, non possiamo sempre delegare la politica. Non possiamo indignarci con chi non si occupa dei disabili se poi parcheggiamo sulle strisce. La trovata de “L’ora legale”, in fondo, è semplice, la nostra non è stata un’idea poi così geniale”.
Salvo: “Il finale di quel film lo decidi tu, nulla è immutabile, basta volerlo davvero il cambiamento e non addossare le colpe agli altri”.
Con quel film pensate di avere “redento” qualcuno?
Valentino: “Anche uno solo sarebbe stato un successo. Siamo contenti che “L’ora legale” venga proiettato nelle scuole”. Salvo: “Non lo so, me lo auguro. Di sicuro – me lo hanno confidato i gestori di alcune multisale – al termine delle proiezioni non c’era neppure un sacchetto di popcorn lasciato sulla poltroncina, neppure una coca-cola a terra”.

Vecchia domanda: su una torre ci sono Salvini e Di Maio. Chi buttate giù?
Valentino: “Salvini. Ogni tanto la storia torna indietro, mi dispiace che sia capitato durante la mia vita. La questione dei migranti – non mi piace chiamarlo problema – c’è, va affrontata, riguarda l’Europa e non so quali possano essere le soluzioni. Ma banalizzarla è mortificante: 25 anni fa al nord percepivo l’imbarazzo di chi mi diceva di non essere d’accordo con la Lega sui meridionali. A questa intervista Salvini risponderà con il solito tweet e verrò massacrato dai suoi manganelli mediatici: prevedibile”.
Salvo: “La torre perché, se è in Italia e con loro su, è di sicuro abusiva”.

Stanlio e Ollio piacevano a Stalin e Tito, voi neppure a Salvini…
Valentino: “Quando Salvini è venuto in Sicilia e ha detto che la Sicilia è bella, a noi è sembrato giusto aggiungere: “E non hai visto quanto è bella quando non ci sei tu”. Voglio rassicurarlo: continueremo a fare satira su tutto e tutti, e sappiamo ridere anche di noi stessi”. Salvo: “La satira si fa sempre, chiunque ci sia al governo, è il nostro dovere: una “minchiata” chi sta lì la fa o la dice con certezza anzi, a volte si specializza a tal punto che la fa, e la dice, anche dopo”.
Di chi vi fidate?
Valentino: “Di tutti, tranne che di Salvo”.
Salvo: “Di un sacco di persone, amici veri. Picone? Non rientra nella categoria amici ma in quella “varie ed eventuali”.

Lavorereste separati?
Valentino: “Non lo escludo, dipende dal progetto. Ma non mi stimola”. Salvo: “No, siamo nati (stanchi) insieme, mi piace l’idea di finire insieme. Certo, se mi chiama Scorsese questo regalo glielo faccio”.
Quanto tempo trascorrete insieme?
Valentino: “Si è preso la mia gioventù, i miei anni migliori. Ci sono periodi, in particolare quando facciamo un film, tra riunioni e set, che ci separiamo solo per dormire sei ore a notte. Quando finiamo “Striscia” prendiamo di solito almeno una settimana sabbatica, non ci telefoniamo neppure. Ficarra cancella perfino il mio numero di cellulare. E poi se lo fa ridare”.
Salvo: “Troppo, anche un’ora per me è troppo con lui. Non ne posso più. Ho trascorso più tempo con Picone che da solo: 25 anni con lui e 21 con me”.
Avete detto tutta la verità?
Valentino: “Nient’altro che la verità. Non è vero, a voi giornalisti la verità non va mai detta”.
Salvo: “No, quella non si dice mai. Neppure a se stessi”.

Ottobre 2018

The confessions of Fic&Pic

In a break of the making of their new film, Ficarra and Picone tell the story of their 25 professional years together

by Antonella Filippi

That odd mixture called Fic&Pic (Salvo Ficarra and Valentino Picone) was set up naturally, nothing of their pair was planned. One is dazed, the other is sly, and since the beginning they’ve combined well and without effort. Thanks to their combined gifts, and maybe something more, as they’ve learned their craft the hard way – the best way – taking to the field or better, treading the boards, in Palermo, suburb of the show business, until 25 years ago they bravely landed at Milan.

Today their films reach figures that are a real godsend for Italian cinema. They‘ve founded a charity, made their voice available for NOma, an application that offers routes to discover the Palermo of the mafia victims. They’re at Giovanni Cupidi’s side in his battle for the rights of the disabled.

In the tv show “Striscia” they rap left, right and centre, unafraid of their ideas, even in interviews. And as in all great loves, one cannot do without the other. They are comedians and ironic:” Yes, we’re Sicilian, now we can admit it, once it was a crime”.

How far have you got to with the new film? Valentino: “At the point where we talk big, each of us says something and then something is kept. After a lot of confrontation, I say something stupid, he says something stupid and the film eventually comes out”. 

Did it happen, in your first times in Milan, when you said you came from Palermo, to see people’s eyes shine with an hidden thought: “Are you all mafiosi down there”? V. “Those days the news was telling of a bloody Sicily, we were in the season of the massacres, in the north the Lega was very popular and the foolishness of its arguments took hold on the unwary.

Today the Lega has changed its talks, but they‘ve always remained stupid. And already defeated by history. When Salvini came to Sicily and said Sicily is beautiful we added that he hadn’t seen how beautiful it was without him”. S. “We’re satirical, it’s our duty, whoever is in government”.

 

October 2018

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